Pubblicato da: pensierieperline | 27 luglio 2009

Il blog è anche terapeutico??? …

Lely ©

Lely ©

Ci sono dei giorni che non vedi l’ora che arrivino tanto, che la notte prima non dormi e nonostante la sveglia sia presto e tu sei stanchissima ti alzi e di colpo hai quella carica e quell’energia che in situazioni differenti non avresti avuto…

… e ci sono dei giorni che preferiresti che qualcuno avesse inventato il telecomando spazio temporale come quello del tuo lettore DVD che con il tasto >> mandi avanti quanto vuoi la tua giornata fino a quando non migliora…

… e infine ci sono  dei giorni che proprio preferiresti rimanere a letto e non alzarti.. lasciar scorrere queste giornate con la speranza che presto arrivi una giornata degna di essere vissuta!

Poi accendi la televisione e ti accorgi che intorno a te ci sono persone che stanno peggio di te, che forse le giornate non le vivranno più perché qualcuno “stupidamente” ( moderando il termine) gli ha tolto questa possibilità! … e così inizi a pensare a queste persone che sono meno fortunate di te, inizi ad uscire e vedi che non sei l’unica ad avere le giornate no… e pensi che allora in queste giornate sei anche egoista perché pensi solo a come ti senti tu e non a come si sentano gli altri….

ma nonostante tutto continuo a volere il famoso telecomando molto minimal con solo due tasti >> per mandare avanti le giornate pesanti e << per tornare indietro e rivivere quelle stupende che,  magari, con il tempo i loro ricordi iniziano ad essere meno chiari e più vaghi proprio perché di giornate “brutte” ultimamente ne viviamo troppe e a volte ci dimentichiamo di piccoli piaceri e giornate che possono riportarci il sorriso…

Penso che questo telecomando risolverebbe molti casi di depressione…

oh ora mi sento svuotata del mio peso e inizio a sentirmi meglio… beh terapeutico il blog a modo suo 😉

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Responses

  1. Oops, ieri avevo iniziato a commentare questo tuo post, poi una serie di telefonate mi ha interrotto, e la sottrazione del pc da parte di mia figlia ha completato l’opera.

    Volevo dirti che sì, certo che il blog è terapeutico, sulla gran parte di noi ha questo effetto: e non solo perché ti rilassa, ma perché raccontando le cose che ti accadono, i tuoi stati d’animo, mettendoli nero su bianco, si dà loro una dimensione divera, forse più giusta: e meno male che non esiste quel telecomando, che tutti manderebbero avanti la vita all’impazzata, sprecandola.

    I momenti più difficili, visti a posteriori, a volte rivelano delle inattese bellezze.

  2. più che convinta si, il blog può essere anche una forma di terapia
    davanti ad una pagina capita che ci dimentichiamo del brutto e del bello
    e rileggerci spesso ci aiuta a capirci
    il telecomnado lo vorrei anche io
    oggi dico per tornare indietro
    per rivere alcuni momenti e per non riviverne altri
    ma l’orologio del tempo che fu non riusciranno mai ad inventarlo
    ci sono giorni in cui capisci che l’uomo ha dei limiti 😦
    un giorno rileggeremo i nostri blog
    😀 buona giornata

  3. Grazie Diemme per essere passata di qui a commentarmi 😉 e grazie anche a te Irish Coffe 😀

    Diciamo che io e la parola costanza non andiamo mai in giro assieme… tanto che io un diario come la stragrande maggioranza delle adolescenti non l’ho mai tenuto nonostante che ai compleanni me lo ritrovassi come potenziale regalo… ( mah potrei iniziare una collezione di diari intatti 😛 )
    Solo qualche anno fa aprii uno pseduo blog e restai abbastanza costante da tenerlo quasi per un anno… di tanto in tanto vado a rileggermi qualcosa ed è bello perché è come se attraverso quello che ho scritto rivivessi quei momenti e li mi bacchetto anche per non averne tenuto mai uno cartaceo da quando iniziarono a regalarmeli!!! ufff

    In effetti a volte quando sono triste o nervosa o “stati affini” apro il mio foglio di testo e mi metto a picchiettare quasi in modo ossessivo la tastiera per scrivere tutto quello che ho dentro arrivata infondo al foglio metto un punto mi rileggo e poi è come se mi fossi liberata… talvolta li salvo anche questi “scritti” ma per ora non ho mai reso pubblico niente… chissà magari potrei iniziare a farlo… 😛

    Grazie ancora per la vostra visita! 😀

  4. Figurati, è un piacere venirti a trovare!

    Io un diario da ragazza l’avrei pure scritto, ma avevo madre e sorella impiccione. Per una cosa che ho scritto ancora sghignazzano, ed era una preghiera! Meglio che io non ripensi a quanto mi possa essere sentita violata e profanata in quella casa.

    • beh per la sorella non c’erano problemi… tanto figlia unica sono 😛 per la mamma impicciona… beh diciamo che a volte ha i suoi picchi e anche io vanto due figure con lei sui miei “scritti” ovviamente su fogli volanti 😛
      poi col tempo ho capito il segreto per tenerla lontano … accendere degli incensi -lei li detesta- e mettere sotto sopra la stanza ( questo mi riesce abbastanza bene) lei odia il disordine perché è una maniaca dell’ordine e ormai con me ha messo una pietra sopra… quindi per non star male nel vedere il mio “casino” non ci entra proprio in camera 😀 hahah che strategie che ho! 😉

  5. Nel telecomando però ci vorrebbe anche il tasto pause, per fermare quei piccoli istanti di equilibrio perfetto che invece un attimo dopo sono già dissolti nel nulla o nel ieri

    • Ah cavoli! quello l’avevo dimenticato… chiamo subito il costruttore per la modifica 😛

  6. …e qualche volta il tasto “indietro” per rivivere quei ricordi che ancora oggi ci fanno stare bene….
    Ciao cara!

  7. sono d’accordo, spesso scrivendo dei propri pensieri o paure si lenisce un pò quella tensione soffocante e magari si ci ride sopra…

  8. Sarebbe bello ciò che ti auguri, ma c’è da dire anche che alle volte si apprezzano le cose belle solo perché si conoscono anche quelle brutte.

    Lo so, non è una consolazione, ma purtroppo è la realtà.
    E sul non lamentarsi più di tanto… ogni tanto lo dico anche nel mio blog, mia madre di 83 anni, cammina a fatica ed è molto acciaccata, ma dice sempre: non lamentiamoci, che c’è qualcuno che sta peggio di noi… 😉

    E’ una grande verità, ma… alle volte un lamento non può che far bene, quanto meno ci si sfoga.

    • Ma Artù, non è da te spezzare una lancia a favore del lamento! Forse significa sfogarsi, ma io credo che due siano le cose che sono dietro al lamento: la volontà di compiangersi senza reagire, e questo non lo posso appoggiare, o quella di essere capito, e allora sì, è un desiderio umano, e anche un grande bisogno quando si è in difficoltà.

      Peccato che la gente spesso ti liquidi con un “Uffa, ti stai sempre a lamentare”, laddove il problema è la loro incapacità a mettersi nei panni dell’altro, l’indifferenza al disagio altrui, o forse anche una debolezza che porta a difendersi chiudendosi in se stessi, al grido di non vedere e non sapere per non soffrire.


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